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Un uomo d'affari a rincorrere il tempo si guarda l'orologio

Rincorrere abitualmente o prendere fiato?

Rincorrere come al solito, inseguire tenacemente uno scopo, o prendere fiato? Per riprendere il controllo non servirà una cura…

Non rincorrere in cerchio i modi. Fermati e troverai le ragioni

Di certo correre fa bene. È salutare, fa digerire e aiuta a scaricare lo stress. E c’è di più. Grazie al movimento il cervello produce endorfine, che aiutano il movimento energico anche mentale.
Per trovare nuove idee, però, bisogna pure fermarsi, prendere fiato e riflettere tranquillamente. Visto che l’endorfina è una sostanza simile alla morfina, con questo continuare a correre non vorremo finire come un criceto nella gabbia! La sindrome da overdose di corsa, ma dai…

Aiuta te stesso e poi vedrai, qualcuno aiuterà a te

D’altra parte non si può aspettare una manna dal cielo per un qualsiasi cambiamento e progetto che, probabilmente, non arriverà. Siamo sempre noi, da soli, ad essere il fulcro della questione. Riflettendo, ragionando in continuazione con la tecnologia, e auspicabilmente anche coi libri di riferimento, spesso si prendono più boccate di sigaretta accompagnate da caffeina, piuttosto che uscire all’aria fresca. Ultimamente, con la diffusione dello smart working, è anche comprensibile. Adottate un cane piuttosto, aiuterete una razza diversa costringendovi a una breve passeggiata. Un dare e avere immediato.

A rincorrere nel lavoro si produce un risultato affrettato

A volte la rincorsa è dovuta ad una pausa prolungata. Un termine comunque va rispettato e ci si sente anche un tantino in colpa. Oppure si ricomincia da uno stop forzato. Dovendo rispettare le scadenze, magari fiscali, è come essere spinti da una forza esterna che ci costringe a farlo. E tanto più si corre, tanto meno e peggio si produce. Questo alternare corsa e riposo in misura sensata è indispensabile anche per l’organismo. Come un medico sa che non può fermarsi nel salvare vite, così è necessario non metterle ulteriormente a rischio perché un dottore non “capisce più niente”.

Troppa carne al fuoco

Quando si hanno troppi quesiti da sistemare o troppe idee per la testa, con l’abbondanza incontrollata facilmente si arriva al nulla di fatto, quando:
– si perde la misura delle proprie capacità
– non si considerano i termini con cautela
– sottovalutiamo la complessità del lavoro
– si diventa avidi di successo
– si teme di non riuscire
– si crede nella teoria dei numeri.
Che qualcosa salterà fuori è probabile ma tutto il resto brucerà, insieme alla reputazione. Le rinunce molto spesso creano ricchezze inaspettate.

Per arrivare serve saper smettere di rincorrere  

A questo punto è chiaro che rincorrere non agevola il raggiungimento dell’obiettivo. Bilanciare serve in tutte le azioni, anche in quelle primarie come mangiare. Quando si decide di seguire una certa alimentazione, bisogna seguire le regole per arrivare all’obbiettivo di mangiare sano. Certamente la corsa o qualsiasi altro sport ne faranno parte, così come la necessità di essere fermi in decisioni ponderate concedendosi, una volta ogni tanto, le patatine fritte per esempio. Aiuta a ripartire con l’entusiasmo, sempre che non se ne mangi un chilo.

Non è necessaria la pioggia, basta che pioviggini…

Un altro aspetto sta nel accontentarsi. A che serve una pioggia (di impegni e di soldi), se non coincidono con le vere priorità del futuro prossimo? Magari canteremo una canzone sugli euro, quella che una volta si cantava sulle lire:

“Fortuna che tra me e te c’è questo
Nostro grande amore che mai niente costerà!
Tre litri di benzina fa…
Mille lire!
E presto ancora crescerà…
Che avvenire!
Ma io ho te che stai con me e se la
Moto resta a secco non sarà una novità!”

Drupi, la canzone “Mille lire” è di quarant’anni fa, da non credere.

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