relazioni di amicizia

Quando l’uomo desidera che il partner con il quale intende legarsi per la vita abbia anche il ruolo di amico, vuol dire che essere amici nel rapporto sarà una parte importante o significa solo “basta che non diventiamo nemici”? Quando le relazioni di amicizia rappresentano un valore?

Perché una volta che la vita in comune finisce, anche la parte amica spesso se ne va per la sua strada. E non solo, pure gli amici della parte amica spariscono. Com’è questo rapporto d’amicizia? E il detto che affari e amicizia non vanno mischiati?

Rifiutare i falsi

Saper distinguere la conoscenza superficiale, amicizia presunta o inimicizia da quella autentica sarebbe il primo passo. L’amicizia è impegnativa, di solito si raggiunte dopo un volume di tempo rilevante e l’attenzione che le si presta le conferisce un ruolo importante. In teoria poi non dovrebbe sparire in un giorno, così.

Per esempio i liguri, schivi per natura, non si basano sulle avventure passate in mezzo alle colline profumate di basilico e le faticose raccolte di olive. Loro dicono che bisogna fare molte tacche sui tronchi, non di ulivi però, e consumare diverse cene insieme. Il che, con la proverbiale avarizia (se fosse vera) tenderebbe a complicare ulteriormente l’attribuzione d’amicizia vera.

Quando è che comincia?

Le prime amicizie nascono tra compagni di scuola, già all’età delle elementari si è in grado di avvertire le preferenze con chi dividere una merenda. 

A quanti è capitato di sentire la frase: «Dovete fare amicizia solo tra bambini della stessa classe»

Un ricordo della frase pronunciata da una maestrina, ovviamente. Chissà in quanti l’hanno scampata e sono riusciti a crescere liberi dai muri di una classe. Sbucciarsi i gomiti per difendere l’amicizia di un istituto scolastico diverso è una formazione indimenticabile…

Relazioni di amicizia, legami con valore
Quando era più facile

Relazioni di amicizia

L’intensità e soprattutto l’onestà nei momenti condivisi hanno un’importanza che sopperisce a impedimenti, lontananza, cambio di residenza o dinamiche lavorative. Con la tecnologia abbiamo un alleato nel continuare i rapporti d’amicizia tramite i dispositivi portatili e le connessioni sempre più efficaci. Non ci sono più scuse, né maestrine che tengano.

Creare una storia d’amicizia, quando si poteva sentire il calore dell’abbraccio fisico, perché le parole: «Potremo risolverla, non ti preoccupare, è stata una coincidenza stronza», avranno un impatto nel momento del bisogno.  

Come quando ti sei confidata con un amico e lui ti ha aiutata ad asciugare le lacrime e poi è andato a prendere l’ultimo pezzo di torta nel suo frigorifero. Oppure dall’altra parte del mondo un’amica ti manda una sfilza di emoticons e scrive insieme a te tutta la notte su WhatsApp, praticamente un romanzo.

Non so se vi è capitata l’esperienza di avere un’amica parecchi chilometri distante, che si preoccupa per la vostra dolorosa disfatta amorosa e continuava a sentirvi ogni giorno fino a quando non ne uscite…

Questo e tant’altro insegna l’amicizia, a creare modelli comportamentali sia nel privato che nell’ambito lavorativo.              

L’amicizia in corsa

Tu corri senza fatica per raggiungere un amico perché ha bisogno. Non ti pesa, ti passa il sonno, vai quando piove, non stai a riflettere come mai si sia cacciato in quella situazione. Vai perché un amico chiama te, la persona di cui si fida.

Avere un amico, una volta, non era solo prezioso ma forse più praticato, nonostante le situazioni ancora più difficili. Attingendo ancora ai ricordi dell’ex Cecoslovacchia, durante il regime era complicato pure diventare amici. Si doveva stare attenti alle parole, le orecchie potevano essere pericolosamente nemiche. Oggi si stenta a dichiarare la verità dritta negli occhi, come se si dovesse essere fucilati.

E poi succede anche di non riuscire a instaurare un feeling con le persone nel tuo vicinato, pure di essere confinati, fermi, a causa di un lockdown e trovarsi soli, molto soli.       

Relazioni di amicizia, legami con valore
Fiducia di chi chiama e chi corre

Legami persi

Il numero di Dunbar limita a 150 il massimo delle relazioni speciali, che il cervello è in grado di gestire, ma non sembra un problema.

L’amicizia sta diventando rara. Quanti selfie singoli? Si sta davvero meglio da soli che accompagnati?

Parole fraintese, dette con rabbia, non dette affatto e altre esagerazioni o mancanze provocano l’allontanamento delle persone. Nella vita d’oggi si tende a lasciar perdere e il recupero sembra inutile, perché ormai è passato del tempo.   

Recupero       

Non importa la forma che si utilizza ma prendere la decisione, il coraggio per il recupero. Una volta imparato, il recupero è una risorsa inestimabile in qualsiasi rapporto.

Possiamo utilizzare la fantasia, presentarci all’improvviso con un augurio di buon Natale anche se fosse estate. Potrebbe spiazzare e sembrare un’azione stupida. Invece, dando la spiegazione: «È per quello che abbiamo perso» potremo fare un salto dall’essere statici, flemmatici al risultare straordinariamente folli. E non essere più soli.                   

«Un amico può dirti cose che tu non vuoi dire a te stesso
Frances Ward Weller

Si potrebbe dire, semplicemente, che gli amici ci sono, oppure no.  

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Categories: Legami e relazioni