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Parole strane, monete impilate

Parole strane – Vocabolario vagabondo

Parole strane, questa volta si tratta di un gioco nel costruirle. Nascono, credo, per l’influenza della lingua madre.
La prima parola del Vocabolario Vagabondo è proprio stramba, lo dicono gli stessi suggeritori della creazione. Sicuro è che gli sportivi di riferimento avrebbero da ridire. Prendete per buono che sono quasi antisportiva.

Ri-ping-pong-are

La parola è nata in risposta ad un fastidio per un’azione incontrata sempre più spesso. Un’azione che torna con la facilità di una pallina da ping pong, sono certa che vi sia capitato.
Giocare a pingpong è abbastanza facile, tanto che ci si riesce anche senza allenamento, per puro divertimento. Perché “pingpongare” non è come sciare o lanciarsi col paracadute. Tant’è vero che un tavolo da ping pong si può trovare facilmente nei circoli, come le bocce, e da Tiger tra i giochi da tavolo (sopra un altro tavolo).
E allora perché “ripingpongare” se il gioco in sé prevede la ripetizione nel passare la pallina – con il rimbalzo dovuto – da un giocatore all’altro?

Il prefisso “ri” dovrebbe proprio rendere l’idea del ritorno, ripetuto forzatamente, di qualcosa che abbiamo lanciato noi e doveva essere riconosciuto, indipendentemente dal fatto che fosse meritevole o meno. Come “aveva detto lui” con il dito puntato, è un ripingpongare che non piace.

Parole strane, servono a tutti

Non vi dà noia quando una persona ridice cose che sapevate già? Rifacendo la stessa azione banale che avrebbe dovuto evitare già due tentativi fa. Persevera nel rimandarvi addosso parole noiose, specialmente quel qualcosa che vuole farvi smanettare, scaricare. Delle pretese, anche strane, pur di ottenere un lavoro che “si sa mai, può servire”. E nonostante lo sappia, nonostante ci abbia già provato e voi abbiate detto di aver capito, continua con gli ordini, a lanciare una “pallina” apparentemente leggera ma portando ripetutamente qualcosa di pesante.

Però sanno fermare la noia

Provate a intervenire con la domanda “Ma me la stai ripingpongando?”.
“Eh?” chiederà costui, che intanto almeno si fermerà.
Una volta ho assistito a un corso formativo di un’azienda e il formatore/relatore continuava a ripetere ad ogni paragrafo la frase: “Mi sono spiegato?”. Il fatto che fosse retorico era confermato anche dalla mancanza di pause necessarie per le eventuali domande. Confermato pure alla fine con la sua uscita dalla stanza come un razzo.

Parole strane: Tintili vantili

Nel parlare di sovrabbondanza è quasi d’obbligo menzionare anche un detto italo-ceco, le parole strane “Tintili vantili”. Questo modo di dire allitterato proviene dal verbo latino tinnĭo , cioè tintinnare o tintinnire, che in questo caso si riferisce al suono delle monete. Vantili, presumibilmente, è una semplice distorsione aggiustata della parola “vantaggio”, quello di possedere il denaro e poterlo far tintinnare.  

Ad ogni modo in Cechia il termine, riferito alle sole monete, ha che fare con la richiesta di soldi. Utilizzare queste pittoresche parole è un modo per evitar che la domanda “Mi dai i soldi?” risulti troppo pretenziosa, inelegante. Come nel caso in cui si parli proprio di soldi senza farlo intendere, specialmente se si tratta di un’abbondanza eccessiva.

“Chi non trascura il soldo e il quattrino,
adagio adagio arriva allo zecchino”.
Detto italiano

“Un soldo risparmiato è un soldo guadagnato”
Paperon de’ Paperoni

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Parole strane – Vocabolario vagabondo

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