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Parole intraducibili, lente d'ingrandimento e penna su un libro

Parole intraducibili – Vocabolario vagabondo

In ogni lingua ci sono diverse parole intraducibili, i modi di dire per i quali ci vuole pazienza e il quadruplo, quintuplo, sestuplo di parole per spiegare un concetto.
Mi ricordo quando portavo i turisti italiani a visitare Praga; dovevo fare delle traduzioni dal ceco parlato e mi è capitato di vederli titubanti. La lunghezza della spiegazione, rispetto al discorso di un cameriere o della hostess dell’albergo, non gli sembrava proporzionata. Come al contrario i cechi – “Ma dai, è così semplice” – erano convinti che mi inventassi tanto altro per spiegare un concetto in italiano.

“Jablíčko“, dicevano “prova a tradurlo”

In merito a parole intraducibili, anni indietro forse non esisteva ancora “Melinda”, che s’avvicina al concetto di qualcosa di superiore a una semplice mela. Tanto più che una mela porta con sé il fardello del peccato. Però no, una mela pulita, linda, è qualcosa di completamente opposto. Quando si parla della forza della parola e di un marketing felice…
Come avrete capito, il significato della parola “Jablíčko“ deriva dalla mela (“jablko” in ceco) con un suffisso – “líčko“ – che ha già in sé un significato preciso: ‘guancetta’. Perché non dimentichiamo che la parola d’ordine nello stile della lingua ceca è diminuire, ancora diminuire, vezzeggiare…

Quindi Jablíčko, con un concetto chiarissimo secondo i cechi, non è semplicemente una mela piccola. Un ceco lo sa che dietro a questo diminutivo c’è dell’altro. Non solo: “Per favore, dammi quella mela piccola, non quella grande”.
Quando si pronuncia la parola “Jablíčko” non si sta parlando soltanto della dimensione di una mela ma della sua qualità apprezzabile in quanto è bella da vedere, liscia come la guancetta di un bambino. Invita ad essere presa, sì, come una Melinda, più o meno questo è il concetto.

Parole intraducibili con senso fuorviante

Un altro dei problemi che complica e rende le parole intraducibili, possibili di una spiegazione semplice, sono le espressioni entrate nell’uso comune. Hanno un significato a parte che ha poco, se non nulla, a che fare con la spiegazione nel dizionario. Se qualcuno in Cechia esprime, per esempio, un invito a “non verniciare” (nelakovat), lo fa intendendo la richiesta (confermata anche da un tono appropriato) di smetterla di imbrogliare, o più precisamente raccontare balle, paragonabile a “Stai zitto” o “lascia perdere”.
La richiesta di “nutrire l’orecchio” non invita al cambio di un discorso poco elevato. Al contrario è la disponibilità all’ascolto, l’essere propensi a sentire qualsiasi cosa. Come a dire: “Tu stai tranquillo, confidati, confessa pure, nutri il mio orecchio che custodirà il tuo segreto o la tua questione”.

Gli scioglilingua, parole giocose, sono intraducibili

in quanto per lo più anche nella lingua d’origine hanno poco senso. Servono, per l’appunto, come esercizio fonetico. Provate a pronunciare, velocemente e tre volte di seguito, uno tra i più famosi scioglilingua cechi:
Stará vrána ráda kráká, mladá vrána ráda kráká
(dove l’accento indica l’allungamento del suono).
Sarete riusciti a dire che:
Una vecchia cornacchia gracchia volentieri,
una giovane cornacchia gracchia volentieri.

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Parole intraducibili – Vocabolario vagabondo

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