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Ordigno disinnescato a Torino, nessuna esplosione

Ordigno disinnescato a Torino, ultime ore

Domani disinnescano l’ordigno. È quasi sera, no, è già sera, il buio arriva presto, insomma, è il primo dicembre. Sto andando a casa. La solita strada, abbastanza deserta per essere sabato sera. Ora si mangia, la gente riempie le strade verso le undici…

Cosa mangerò, io? Svolto dietro il solito angolo, per passare in mezzo agli spacciatori. Ieri gridavano “fumo, Black Friday” e stasera la loro presenza sembra raddoppiata. Posso dirlo tranquillamente, perché domani disinnescano l’ordigno. Tanti sono ancora adolescenti, che gli fa a loro la parola “bomba”?

Domande stupide

Non è la prima bomba trovata a Torino, questa si sente, è più vicina. Sta facendo notizia. Per colpa di questo ordigno non so che mangiare stasera. Magari è la mia ultima cena? Magari domani poche ore e boom, finito tutto. L’ultima sera e l’ultimo giorno. Come i condannati a morte. Come si sentono? Che domanda stupida, però mi sento in una situazione da domande stupide.

Un condannato a morte sa il numero esatto delle sue ore con il privilegio di poter scegliere la sua ultima cena. Che farà? A un serial killer gliela porteranno l’anatra all’arancia che fanno al ristorante Le Jules Verne a Parigi? Sì, quello che piaceva alla regina Elisabetta, il locale che quest’anno hanno ristrutturato. Chissà, se ci andrà ancora.

Per colpa di un ordigno ho dimenticato l’ultimo negozio

Non ho pensato alla cena di stasera. Adesso non torno dietro. È buio, è sabato sera, ancora senza movida. È anche per questo che mi piace stare qui, per il movimento di gente, di giorno e di notte. Un multicolor vitale. Sabato sera la vivacità culmina e diventa un casino, è vero. A volte pure a me verrebbe da buttargli una secchiata, quando gridano alle cinque di mattina. Fanno serenate sotto i balconi, oppure ci sono le litigate marocchine che si sentono due vie più in là, ma si stancano anche loro.

Spezzerò il pane, berrò il vino e scriverò. Sì, perché il cibo non è tanto importante. Se si potesse scegliere che fare nelle ultime ore della propria vita? Non soffrire, non stare male e aggiungerei non rivedere il film della propria vita. Tanti fotogrammi sarebbero inguardabili.

Zona gialla, raggio dell’ordigno

Che fare? Sono rimasta in casa. È permesso, l’hanno detto ieri. Prima c’erano stati dei dubbi. “Voi della zona gialla potete scegliere di rimanere a casa”.
“Ah, ok” mi sono detta, per la cronaca del ‘fai come vuoi, la vita è tua‘, chi comanda questa città ha aggiunto che se i vuole si può anche andare più lontano.
Quanto più lontano? Il vino lo berrò più tardi, perché prima devo fare tante cose.

Progettavo di farmi una domenica fuori porta, andare a conoscere un posto che non avevo ancora visto. Poi hanno detto che i “gialli” possano restare a casa a patto che chiudano bene tutto. Le tapparelle s’intende. Direi anche le porte, è meglio. Le pattuglie di anti-sciacallaggio non saranno sufficienti.
Sarebbe stato troppo sfamare e trasferire al Lingotto anche la gente “gialla” di San Salvario. Allora se basta rimanere chiusi in casa, ho deciso di rimanerci. Non perché ho tanto da controllare, nella mia vita ho già perso tutto almeno tre volte, è rimasto poco, direi. Ho disdetto la prenotazione e ho deciso di non andare da nessuna parte, tanto domani piove.

La bomba è una bomba

Nella zona a rischio c’è pure una casa di riposo, vicino al parco del Valentino. Dai, se non evacuano quella… e poi, se ci fosse il sole! Io soffro di mal di tempo. Beh, la bomba è una bomba. Sta lì, in mezzo a via Nizza, quella che stanno sempre riqualificando, certo è bella lunga. Quella pista ciclabile magari la finiranno. La bomba è lì scoperta ormai da almeno una settimana, prima la notizia e poi per qualche giorno zitti.

Ho di meglio da fare. In una notte così si dovrebbe fare solo quello che piace, anche se, come al solito, faccio troppi progetti e qualcosa slitterà. Intanto domani non potrò andare fuori neanche con l’ombrello. Torino, mia cara città che mi hai presa sotto le tue ali, non possiamo stare sempre insieme ma sappi, mia piccola Praga, che ti voglio bene per tutto quello che mi dai e quello che m’hai insegnato. Spero di riuscire a finire quel libro.

Questo non lo dico per la faccenda dell’ordigno. Ormai con la musica, un po’ di lettura e scrivendo, il pessimismo è passato. Solo che il libro che ha che fare con Torino, è una cosa seria. Ho aggiornato il calendario editoriale fino a gennaio, ci ho infilato dentro qualche ora per Torino, vediamo. Ormai è arrivato il giorno.

Le cose belle

Scrivere, leggere, guardare un film, spostare i mobili o almeno degli oggetti. Succede sempre quando ho addosso un periodo impegnativo, quando devo scaricare qualcosa. Come una bomba.
È appena uscito “Maschi da legare”, è ovvio che ho già in testa il prossimo libro. Sarà di donne, lo so, ho aspettato tanto e credo che sarebbe il periodo giusto.

Ho migliorato l’angolo della scrivania. Sono molto soddisfatta. Ho spostato anche un quadro. Nella pausa ho giocato con la mia cagnolina, lei segue la mia scelta di rimanere in casa.

Ordigno

Rimangono ancora sassi e sassolini da togliere. Qualche azione rimandata, o addirittura perdono. Se sapessi che domani sono le tue ultime ore, non sarebbe logico, già che non si è rinchiusi dietro le sbarre, andare a dire a lui o lei quello che è rimasto nell’aria? Andarne a dirne quattro a quel tipo tanto antipatico, noioso, o a quel rompicoglioni dell’altra volta? E vogliamo parlare degli ex? La verità è che lasci perdere ma non dimentichi.
Mi ricordo mia madre, una volta ha detto che tante cose le avrei capite solo quando lei non ci sarebbe più stata. Non sapevo di che stesse parlando.

Le parole non dette, le persone perse, le occasioni lasciate andare.
Invece la persona con cui stai bene lo sa. Anche se un giorno arriverà una bomba sai che è tutto a posto.
Ed è anche la miglior risposta da dare ai venditori (raddoppiati) di fumo. Tanto la legge sta pensando all’ordigno e probabilmente (molto probabilmente) e specialmente in questa zona, le persone avranno più di un motivo per farsi una fumatina. Ieri sera, oggi, prima della bomba…

Leggi anche: Bottiglie rotte sulla strada di San Salvario

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Ordigno disinnescato a Torino, ultime ore

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