Un'apnea per la mancanza d'amore

Sentire una mancanza d’amore e non sapere che continuare a mangiare, bere, fumare non è altro che riempire un vuoto, sentirsi soli. Vorremmo dimenticare quel qualcosa e lo seppelliamo in una quantità di cibo sempre più grande e sempre più spesso. Le giornate sono tutte uguali, di un colore spento. Ad ogni pasto, bevuta o fumata ci continuiamo a convincere che sia un’innocente occupazione con la quale non facciamo male a nessuno, perché siamo soli.

Una lettera per una persona speciale

penna stilografica simbolo di lettera commovente

Ciao,

ho aspettato a scriverti, perché non volevo dirti:
“Sai, oggi non è stata una bella giornata”.
«Facevamo spesso così, ti ricordi? Quando vivevamo addirittura in stati diversi ci chiamavamo e non so dirti se la prima frase fosse quella di sfogo o per condividere le cose belle.
Quante cose si dimenticano…
Ad ogni modo non importa, tanto poi si mischiava sempre tutto. Ci confidavamo, e nonostante non ci vedessimo, sapevamo che l’altra c’era. Adesso non è più così.»

Dopo quella prima giornata in cui ho aspettato a scriverti, è arrivata la seconda, la terza e continuava ad andare avanti così. Non avevo niente di bello da dirti.

Già ti sento: “Potevi scrivermi lo stesso”.
E che avrei fatto? Ti avrei mandato un elenco delle mie vedute pessimistiche? Aspettavo e aspettavo.

Ti sento ancora, a farmi presente che vivo in un paese dove il “ma sì, vediamo” è un mantra. Forse tu te ne sei dimenticata ma questa frase mi ha sempre fatta arrabbiare.
Adesso è diverso, tante frasi hanno perso il loro peso.

Col fiato sospeso.

Sono ancora arrabbiata e ho scoperto che sentirsi soli fa tanto male. Non ho con chi parlare e continuo a mangiare, bere, fumare. Mi servirebbe tanto un tuo aiuto, una tua “panoramica delle cose” che di solito partiva dal medioevo e arrivava ad oggi. Però sono malinconica, temo che ti troveresti in difficoltà pure tu. Ci sono persone che dicono di saperla lunga. Puoi accorgerti che non sono arrivati a studiarlo il medioevo ma devi sentirli, non puoi lasciare che tutte le frasi scorrano nello stesso fiume.

Sto in apnea. Mi dimentico di fare un bel respiro, ogni tanto…
Sono sola e con il fiato sospeso. Aspetto che arrivi qualcosa di altrettanto stravolgente a ribaltare questa faccenda del virus. Penso che tu sia comunque informata. Tu mi capivi sempre, e solo tu potevi scrollarmi e farmi respirare come si deve. Non ne sei più in grado, che tristezza, la mia egoistica tristezza di scriverti e sentire un enorme bisogno di te.

Però, potrà mancarmi la tua presenza, ancora oggi! In questa conversazione parvente pesco le tue parole dal passato per farle incontrare con le mie. A volte me lo chiedo, che cosa lascerò mai io qui per cui qualcuno potrà dire che il mio passaggio è valso qualcosa. So che saresti pronta a elencarmi un sacco di motivi, perché di solito è questo che fa la sorella maggiore.

Mi muovo nel mio vuoto, con la mia apnea,

anche se non vorrei arrendermi. Tengo il fiato sospeso anche se ogni volta ho paura di non riuscire a riprendermelo. Mi avresti chiesto che tipo di cambiamento io stia aspettando. «Sii concreta» avevi l’abitudine di dire.

Sai, oggi ho visto dei bigliettini appesi su un muro appena verniciato. Su uno c’era scritto: “Per favore non sporcate, questa è una scuola per l’infanzia”. In un primo momento mi sono arrabbiata ancora, perché chiedere un comportamento civile bisogna chiamarlo “favore”? Stiamo peggiorando così tanto, i dispettosi se ne fregheranno dell’educazione.

Ero lì ferma a osservare quel muro pulito e probabilmente non respiravo. La mia mente non era occupata dal cibo o una bevanda alcolica. Non stavo riempiendo il mio corpo di fumo davanti a un muro solido che protegge l’insegnamento.

donna in acqua sta in apnea

E ho ripreso a respirare.

Ero lì ferma e ringraziavo chi si fosse preso la briga di scrivere quel messaggio e non pensava all’esistenza dei maleducati. Un biglietto, parole gentili, forse nuove, che potessero diventare interessanti per fermare una mano con l’abitudine di imbrattare i muri. Respiravo pensando a te, quando parlavi dell’importanza di educare, almeno dal medioevo in poi, e senza usare la superioriorità e la prepotenza di avere una conoscenza.

La gente smetterà di arrabbiarsi per ogni cosa? Sentirsi così tanto sola da incominciare a guardarsi attorno, vedere qualcosa che ha senso? Prendersi la pena, il coraggio e fare un elenco. Oppure dirlo, gentilmente. Questo vorrei che accadesse, un cambiamento buono.

Mancanza d’amore

«Sai, non è stata una giornata tanto brutta» questo volevo dirti. E ci sono arrivata solo alla fine, perché fino ad oggi evitavo di prendere un lungo respiro. Lo so bene che la mia è una mancanza d’amore, la mancanza di te. Tutto quello che avevamo sempre condiviso, la reciproca conoscenza, appoggio e affetto se ne sono andati con te.

Tutti quelli che ti conoscevano erano d’accordo, te ne sei andata in modo insensato.
Quello che nel frattempo è successo è che le persone che se ne vanno via per sempre non lo fanno solo perché è un dovere di tutti, ma in un modo diventato uguale per tutti. Si è smesso di sperare e avere fiducia nella diversità, nella capacità di superare i propri limiti.

Stiamo perdendo, non con un solito “lasciamo stare”, non ci proviamo nemmeno, ci stiamo convincendo che un qualsiasi sforzo non serva più a niente. E poi qualcuno lascia un bigliettino appeso con un’indicazione: Per favore non sporcate le parole, servono per scrivere e leggere.

Non è stata una brutta giornata.

Tua sorella

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