fbpx
Libertà di scelta limitata a due opzioni: cupcacke e pera

Libertà di scelta, era limitata a due

Dove sono nata il numero due era perfetto. Anche se significava una libertà di scelta limitata di fatto la scelta c’era.

Questa era solo una delle invenzioni del regime ma probabilmente la meno fastidiosa. Il numero due, esiguo, non affaticava né il governo, né il popolo. La scelta per eccellenza era la decisione di stare ‘dentro’ o farsi tagliare ‘fuori’. Detto così non ha lo stesso peso di come invece era inteso: o sei con noi o sei contro di noi.

Nella vecchia Cechia, il popolo applicava la possibilità del due a svariati aspetti della vita di tutti giorni. Crescere senza la confusione della molteplicità è stato facile, aiutava a creare ricordi indelebili.

Libertà di scelta tra vaniglia e fragola

Una pasticceria in piazza nel periodo estivo faceva anche il gelato. I gusti erano due. Le gelaterie come tali non esistevano ancora e il gelato artigianale era disponibile in un gusto cremoso o fruttato. Camminando per la strada ero quasi decisa ma appena dentro, invasa dai profumi della pasticceria, diventavo insicura. Quell’inconfondibile miscuglio di caramelle e dolcetti. Ricordo, ancora dietro un’alzata di vetro sul bancone, i coperchi rotondi di latta sopra ai contenitori di gelato alla vaniglia e alla fragola. Il gusto fruttato rossiccio della fragola o cremoso giallino alla vaniglia erano le uniche alternative.
Mi avrà segnata? Certamente. Nelle gelaterie italiane ancora oggi devo mettermi in seconda fila per avere il tempo di scegliere tra un’offerta così complessa.

Numero due di bevande

In un negozio di alimentari avevano due bottigliette di succhi davanti alle corrispondenti file sullo scaffale. Una di pomodoro, rossa come la prevalenza degli abbellimenti della città, una di mirtillo, di colore blu, che gli occhi notano per primo. Tutti e due i gusti erano dolci ma quello di pomodoro sconfinava nel salato. Noi non sapevamo niente della politica, avevamo solo sete. Se eravamo vicino a casa bevevamo l’acqua del rubinetto perché a quell’epoca l’acqua in plastica non si vedeva ancora. Esisteva un sistema di reso di bottiglie di vetro. Era proficuo, noi dell’esistenza della paghetta non sapevamo nulla.

Libertà di scelta più importante – il pane

Per me non c’è stato e mai ci sarà un profumo più invitante di quello del pane. Allora, in panetteria, pane e panini erano erano suddivisi negli scompartimenti di legno. Anche se c’erano già le fantasiose aggiunte di cumino dei prati o semi di papavero o le versioni dell’impasto per un tipo di baguette francese e per il pane nero comune (con farina di segale o integrale) alla fine si trattava di scegliere semplicemente tra panino bianco o nero.

Noi ascoltavamo i genitori, la maestra, la voglia di svago e la fame. In ordine variabile secondo la prevalenza della necessità o dei doveri. Sempre due. Non semplice ma semplificato. Oggi è un po’ come guardare una foto in bianco e nero per confrontarla con la versione a colori. Non può esserci nostalgia delle opzioni limitate, è una storia di opportunità perse con la possibilità di misurarsi nelle complessità.

Leggi anche: Dolce tipico di Praga – ricetta Medovnik
Due della divisione e congiunzione

Lascia un commento

Libertà di scelta, era limitata a due

tempo di lettura: 2 min