lavoro minorile - bambina in fabbrica

La citazione degli articoli costituzionali ed europei in certi casi dovrebbe risultare superflua. A tutti, grazie anche a un’istruzione di base, è chiaro che lo schiavismo e lo sfruttamento nel lavoro sono banditi, per non parlare del lavoro minorile, no?

Ogni anno il 12 giugno la Giornata mondiale contro il lavoro minorile fa appello alle soluzioni, con grafici che ne testimoniano un continuo aumento. Il richiamo conferma l’esistenza e la gravità del fenomeno. I minori vengono sfruttati per un lavoro che cerca di coprire la complessità dei problemi che ne derivano.

Schiavismo

La questione comincia con l’infrangere il senso di umanità, ovunque. Si pensa subito all’Africa, dove non è possibile parlare di regole civili e si punta il dito. Però vale anche dove si fa finta che gli articoli costituzionali non esistano, nascondendo il lavoro nelle “piccole” aziende familiari, per esempio.

Purtroppo non è solo un’infanzia rubata a figli allontanati da una scuola (o impossibilitati a frequentarla) insieme ai loro coetanei, e che potessero temere un voto insufficiente. Il lavoro minorile significa supportare fatiche non adatte a quell’età con conseguenze sulla salute per il resto della vita. Inoltre gli orari pesanti, le punizioni, le violenze. La paura per la vita. Il carattere formato all’interno di queste esperienze, che non hanno niente a che fare con un lavoretto da imparare, porterà a delle conseguenze. Non si parla di guadagnarsi una mancetta facendo la babysitter.

“La necessità è il pretesto per ogni violazione della libertà umana. È l’argomento dei tiranni; il credo degli schiavi.”       William Pitt (28.5.1759 – 23.1.1806)

Numeri anche italiani

Il numero totale di minori lavoratori a livello mondiale è di 215 milioni, 144.000 ragazzi tra i 7 e 14 anni sono italiani. L’Italia è il paese dei piccoli schiavi con casi dal sud al Piemonte.

A quanto pare non possiamo ancora rinunciare alle notizie che confermano questo obbrobrio. Da oltre cento anni l’organizzazione Save the Children combatte per i bambini e purtroppo ha sempre nuovi motivi e ragioni di esistere. Se fino a pochi anni fa si parlava sempre e solo di Africa, America del Sud e Asia, il fenomeno che sta dilagando in Europa non potrà più permettere di guardarlo con superiorità.

I bambini devono lavorare, sono costretti. Devono aiutare la loro famiglia per sopravvivere. Tanti ragazzini che devono prestare servizio militare, circa 250 mila nel mondo, sono coinvolti in guerre. Altrettanto disdicevole e ripugnante è la prostituzione minorile, in continuo aumento insieme alla prostituzione on-line.

Scala valori

“A causa della totale distruzione (…) della scala tradizionale dei valori (…) il mondo gli diventò oscuro, indecifrabile o peggio ancora inesistente. Avvenne un cambiamento nel rapporto tra l’uomo e la realtà. (…) la mia attenzione per il fatto sessuale, che è uno dei modi più primitivi e più inalterabili di rapporto con il reale. E lo stesso va detto dell’attenzione ai fatti sociali ed economici (…) in quanto fondati sull’istinto di conservazione dell’uomo in comune con gli animali. La realtà, oscura, indecifrabile, incomprensibile tendeva a riorganizzarsi intorno i fatti primitivi e fondamentali del sesso e del denaro come sempre avviene in tempi di grandi cambiamenti e incertezze”.

Negli Incontri di Indro Montanelli del 1959 Alberto Moravia descriveva la sua opera di scrittore.

Lavoro minorile problema del mondo

Scoprire le storie che accadano dall’altra parte del mondo, che riguardano la raccolta di cacao prendendo in mano del cioccolato solidale. Dimenticarsi dei bambini che, abbiamo scoperto, cucivano gli abiti che arrivavano sui primi banchi dei cinesi nelle piazze dei mercati italiani. Venire a sapere quanto sia nociva e pericolosa fino alla morte l’estrazione di cobalto, dagli stretti cunicoli sottoterra è necessario trasportarlo a mano tanto è indispensabile per le batterie degli smartphone. Come se queste storie che accadono dall’altra parte del mondo non ci riguardassero.

Leggere del lavoro minorile nell’agricoltura come nelle campagne del secolo scorso. Altri figli, bambini che scendono nelle miniere, nei laboratori di fiammiferi, di fuochi d’artificio o di sigarette, in tempi odierni.

Ogni volta che Nike fa la sua bella promozione, studiata per un altrettanto bel profitto, guardando quello spot pubblicitario sotto sotto noi lo sappiamo chi cuce effettivamente l’abbigliamento sportivo e le scarpe da ginnastica. Magari ci manca la formazione per sapere che i minori nelle fabbriche respirano esalazioni che provocano mal di testa, non per un testo complesso di un compito difficile. Anzi, la questione è molto semplice, accade per fare le scarpe di un marchio “unico”. Per avere da mangiare mentre dall’altra parte del mondo le indossa un ragazzo più “fortunato” per fare sport, o uno spacciatore mentre tenta di risalire la scala sociale.

Lavoro minorile, il 1°problema del mondo

Prezzo di una vita

“Che mondo sarebbe senza bambini schiavi venduti a 230 euro l’uno?
E quanta scioglievolezza c’è nel pianto silenzioso di un undicenne abbandonato alla frontiera e pronto per essere caricato dal primo trafficante che passa?
E ancora, quanta carica di energia servirà allo stesso fanciullo prima che diventi forte e robusto, tanto da sfuggire ai suoi aguzzini senza essere centrato da una fucilata?”
Domandava Leonardo Malà nel 2012 nel suo articolo per La Repubblica.

Il valore di una vita in Svizzera è stato stimato a 6,5 milioni di franchi [5,6 milioni di euro] ma il prezzo non è lo stesso in tutto il mondo.
Qualsiasi calcolo, comunque, è un discorso disumano ma questo purtroppo non significa che non si faccia.

Priorità di ognuno

Il lavoro minorile è una “carota” nel tempo che trova. Salva una piccola parte di tantissimi quesiti. Oltre alla mancata istruzione c’è una serie di gravi problemi. Di certo non si può parlare di educazione, senso civico o umano come inteso nella contemporaneità del mondo “moderno”. Alimentazione nutriente, copertura sanitaria, prevenzione di malattie, abbigliamento e casa sono argomenti vaghi per i bambini che crescono lavorando. Diventando grandi “anche loro”, alcuni… faranno i loro conti. Sulla base della loro esperienza, stato fisico e psicologico e del confronto che prima o poi si trovano davanti agli occhi.

Oltre all’organizzazione Save the Children, Unicef e Unesco si impegnano nell’istituire ospedali e scuole con una formazione professionale adeguata che può essere utile. Le raccolte di donazioni racimolate per il mondo. Dietro questo ci sono ovviamente persone singole, ma lo siamo tutti noi che potremmo e dovremmo prendere il controllo sulle nostre abitudini, sul consumismo e l’utilizzo esagerato delle risorse. Perché, come dimostrato, il lavoro minorile è in aumento e tutto quello che si è fatto fin qui non è sufficiente.

Dì la tua. L’impegno di ogni individuo per una società di valore.

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Lavoro minorile, il 1°problema del mondo

Categories: Legami e relazioni

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