mano impugna pennino antico nella giornata mondiale della poesia

Giornata mondiale della poesia

Nella giornata mondiale della poesia voglio ricordare quanto per me la poesia rappresenti una libertà improvvisa. Un mio componimento poetico non viene elaborato per dei mesi, resta dentro di me. Di solito sono le sensazioni per un qualcosa che ho subito, ho vissuto, oppure semplicemente visto da vicino, condiviso. Tengo tutto dentro di me.

Sono fedele alla mia abitudine di “dormirci sopra” per ogni evento, decisione importante, scelta da prendere o regalo da comprare. Una buona parte della mia giornata non la prendo alla leggera.
Le esperienze pesanti se ne stanno in fondo fino a quando si alleggeriscono, suppongo. Perché decidono loro, indipendentemente dalla mia volontà: un giorno escono fuori, scombinati tra di loro, saltano sulla superficie insieme al buono. Atterranno su una qualsiasi carta che trovano. Se in quel momento di pazzia poetica si trovano altre persone nelle vicinanze, devono portare pazienza. L’evoluzione che avviene in quel momento la devo annotare. Poi, con calma, le parole scelte prendono la forma di un sentimento maturato.

Ti amo in tutte le lingue

è una delle mie poesie che potrete trovare sul blog, la utilizzo nella giornata mondiale della poesia per fare un esempio. Innanzitutto l’ho intitolata così non per il famoso film ma per un muro che si trova alla stazione Abbesses della metropolitana parigina. Premetto che possiedo una buona dose di romanticismo e amo anche Parigi. Un sentimento, in questo caso, facilone.

La prima volta che sono passata davanti al muro pieno della parola amore scritto in tante lingue del mondo (non so se tutte, è una licenza poetica) ho pensato che un giorno ci sarei dovuta tornare con LA persona da amare. Mi ci vedevo lì, fiondata nel mio romanticismo.
Un giorno ci sono andata vicina ma purtroppo quando ci siamo arrivati il cancello del giardino dove si trova il muro era chiuso. Dopo quattro mesi la storia è finita.
Le storie fanno così, un giorno decidono di concludersi. Se vi va di leggere la poesia, potrete scoprire com’è andata a finire, in quel caso, con il mio romanticismo.
Potete anche lasciare un commento a riguardo, sia sotto l’articolo nel blog sia nella pagina Facebook Parole di legami.

Giornata Mondiale della Poesia

Torniamo al 21 marzo, quando si rende omaggio ai grandi scrittori di grandi poesie. Ci sono sicuramente articoli autorevoli con le spiegazioni tecniche delle poesie e le forme di poesia come haiku, filastrocca, sonetti, villanelle, sestine per dire “cos’è la poesia”.
Secondo me il significato della poesia è nelle persone, nelle cose della vita, negli eventi e i momenti che ci emozionano e che ci piacciono o che soffriamo in modo tanto particolare, quasi quanto è difficile da descrivere (a parte che per i grandi scrittori). Allora dicendo semplicemente: “È una poesia” si spiega tutto.

Romanticismo puro

Ancora prima di lasciarvi, riprendo una piccola parte del dialogo tra Giulietta e Romeo, che di romanticismo puro ne hanno da vendere. Parole piene di amore che strazia la sua fine. Questo non solo perché io stessa amo la loro storia ma anche per cogliere l’occasione di citare almeno uno dei grandi: William Shakespeare.

Giulietta: Chi sei tu che, così protetto dalla notte, inciampi in questo modo nel mio segreto?
Romeo: Con un nome io non so come dirti chi sono. Il mio nome, cara santa, è odioso a me stesso, poiché è nemico a te: se io lo avessi qui scritto, lo straccerei.

Leggi anche: Poesia amore finito – Come se fosse

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