ghiaccio e neve

Una bella favola piena di ghiaccio e neve da guardarsi protetti dal caldo della casa. E perché gennaio?
Qualche spiegazione della traduzione, anche perché si tratta di una favola russa.

Gennaio

Il mese di gennaio, come si sa, nella lingua italiana proviene dal latino Ianuarius e dà significato a Gennaro ovvero colui nato nel mese di gennaio, il mese di Giano, divinità romana. Un personaggio di due facce, forse legato anche a Genova, ma comunque qualcuno che aveva la capacità di guardare sia al passato che al futuro. Era un dio del passaggio, quindi forse a lui si dovrà l’abitudine dei nuovi propositi tra la fine e l’inizio dell’anno nuovo. La sua seconda faccia potrebbe anche significare il solito voltarsi ad un’altra idea.

Il mese di gennaio in lingua russa si chiama январь (si pronuncia ianvar) e infatti proviene dal latino ianuarius. Ovviamente il ghiaccio e la neve stanno alla Russia così come la pizza a Napoli, città con il patrono san Gennaro. Un’ultima deviazione, doverosa, con una capatina nella lingua ceca. Il nome del mese di gennaio, Leden, significa proprio “il mese di ghiaccio“.

Il secondo motivo riguarda la produzione cinematografica russa. Perché come è vero che la questione del ghiaccio la Russia se la gioca particolarmente da dicembre a febbraio, è così anche con la distribuzione delle fiabe natalizie. Tant’è vero che una favola russa piena di ghiaccio e neve in particolare ha fatto la sua comparazione fissa nel palinsesto natalizio ceco per decenni.

ghiaccio e neve
Foto da Yandex Zen

Re del ghiaccio

Morozko, ovvero “colui che congela”, il Re del ghiaccio (una regina del ghiaccio al maschile), è il nome di questo capolavoro russo. Ghiaccio e neve in abbondanza. Il racconto in questione, oltre a mettere di buon umore e far scappare qualche sorriso per l’età che questo film ormai ha, contiene diverse lezioni come ci si aspetta da una favola.

Una, fondamentale per questo periodo dell’anno, è di non pensare di convincere le persone che amano il freddo che questo sia un problema. A parte che gusti sono i gusti e vivere in Piemonte (per esempio), dove ogni secondo abitante ama (sembra) la montagna, il re del ghiaccio è colui che il ghiaccio lo produce e gli piace tanto farlo. Quindi bisogna pensarci bene prima di sollevare qualche critica.

Per quanto riguarda il sorriso e l’indicare questa favola russa come un capolavoro non era ironico. L’amore del popolo ceco per le fiabe è comunque inciso nel DNA e questo film è una favola divertente. Non mancano banditi, battibecchi coniugali, rivalità, gelosia, egocentrismo maschile, una strega con cattive intenzioni ma pasticciona, l’innamoramento, un folletto, e ovviamente il mago/re del ghiaccio. Un’occasione per vedere un pezzo di cinematografia russa con le sue usanze e l’atmosfera che ne consegue. E immaginare che questa storia si possa vedere solo ed esclusivamente a Natale può far capire come ne sia diventata parte.

Curiosità

Quando il Re del ghiaccio venne proiettato negli States (anni Novanta) la favola russa venne stroncata e il film reputato uno dei peggiori mai visti. Però è stato anche dichiarato che il film ha tolto il fiato niente meno che al regista Steven Spielberg, che specificò quanto gli fosse piaciuto.

Per concludere con gennaio, il mese di ghiaccio e neve, una leggenda ceca dice che se il primo giorno dell’anno cade di martedì si prevede da una parte un inverno spietato ma dall’altra un anno fruttuoso. Considerando che nel 2021 cadrà di venerdì andiamoci piano con i buoni propositi.

Diretamente qui sotto il film Morozko in inglese oppure il link per vederlo con calma.

Guarda: Come si forma la neve
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L’uomo che porta il ghiaccio

Buona visione:

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