fare un discorso

Se bisogna fare un discorso adeguato, deve essere comunque formulato per iscritto. Fare un discorso è un’arte che può stupire come annoiare, perché chi ascolta è alla pesca di un messaggio importante.

Vuole sentirlo in una lingua comprensibile ma, come un’arringa davanti ad una giuria, deve essere convincente. Parlare al pubblico è un atto serio che dovrebbe essere preparato in anticipo. Questo è necessario per far sì che sia fluido e incisivo, non per forza simpatico.

Esattamente al contrario dell’andare a pesca di aringhe, dove la difficoltà maggiore sta nel trovare un banco e dopo basta solo gettare le reti e tirarle. Il pubblico non si lascia prendere con facilità paragonabile e anche se la pronuncia risulterà impeccabile, quello che conterà sarà la sostanza. Non a caso pure l’aringa insaporisce un certo quantitativo di polenta solo dopo essere stata messa per diverso tempo sotto sale…

C’era da fare un discorso

nel 1939 allo scoppiare della guerra. La frase: «Per amore di quel che ci è caro, non rifiuteremo questa sfida» è rimasta famosa fino ai giorni nostri per merito di re Giorgio VI, così come la trascrizione cinematografica che ha messo in rilievo un grande problema per l’oratore: la sua balbuzie. L’elemento di forza fondamentale del discorso, però, non è stato affrontare questo ostacolo.

Il re stava parlando alla nazione intera (fatto naturale in quanto ritenuto d’obbligo per la testa coronata d’Inghilterra) ma furono certamente il momento drammatico e la motivazione del re nell’infondere coraggio al popolo a fare la differenza. Le parole del re che ringraziava personalmente il popolo di stare al suo fianco. Ciò che contava nella sua riconoscenza di re, era il fatto che lui e la moglie decisero di rimanere a Londra nonostante avessero ricevuto l’invito a rifugiarsi in Canada. Dimostrarono coraggio e atteggiamento degni di un monarca che ringrazia il popolo.

Re Giorgio VI governò con l’ausilio di Sir Winston Churchill e anche questo la dice lunga sull’essere buoni oratori e saper prendere decisioni scomode. Del resto anche la longevità della monarchia inglese lo dimostra. La regina Elisabetta II, figlia di re Giorgio, conferma ancora oggi l’importanza di un operato autorevole.

Fare un discorso - arringa con due erre
Winston Churchill Canada

Idea importante

Il 28 agosto 1963 un altro personaggio influente aveva un discorso da fare. Le sue parole scolpivano nella memoria il messaggio: «Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per ciò che la loro persona contiene. Io ho un sogno oggi!»

Era Martin Luther King Jr. a pronunciare la frase contenente la sua idea. Un progetto portato su un vassoio d’argento, preparato da un abile oratore. A lui erano bastate poche ore per fare un discorso, aveva l’urgenza di comunicare alla folla la sua chiara visione del futuro, che intendeva cominciare in quel preciso momento. Più complicato era metterla in pratica al modo di Martin Luther King, senza violenza.

King era abituato a fare sermoni, parlare “semplicemente” gli era famigliare. Nel celebre discorso inserì riferimenti biblici altrettanto conosciuti al suo pubblico. La sua figura era autorevole, facilitata nell’ottenere fiducia, consenso. Martin Luther King esprimeva un suo desiderio, che però era uguale a chi si trovava di fronte a lui.

Linguaggio

Un linguaggio d’altri tempi, si dice ora, quando ci sarebbe ancora tanto da fare…
Era un inizio imponente di un sogno altrettanto grande.
Quanto di quello che diceva King lo sentiamo ancora oggi, se dobbiamo fare un discorso?

  • La strada per avere risultati è lunga, comincia subito!
  • Autorevoli si diventa con l’esempio.
  • Tutti siamo uguali, abbiamo le stesse opportunità.
  • La qualità è la sostanza che deve essere apprezzata.

Rappresentare se stessi

Un discorso si distingue non solo per l’idea che porta, rappresenta il grado della sua qualità già nella preparazione: le parole, il senso e l’ordine nella comunicazione. L’oratore stesso è una componente rilevante nel tenere un discorso. Anche la voce e la postura indicano la sua personalità, oltre la faccia che ci sta mettendo. Ci si aspetta coerenza tra quello che si dice e ciò che si è, altrimenti diventa un banale discorso politico, la parte noiosa di quest’arte.

Tramite internet e una ricerca neanche tanto approfondita si possono “leggere le persone” che utilizzano i loro discorsi a scopo politico. A lungo andare sono talmente letti da smettere di sorprendere. Dei loro discorsi vengono notati solo i titoli. Non ci vuole un grande genio per vedere il protagonismo di chi sta alla Casa Bianca o dalla parte opposta dell’oceano. Le parole vengono buttate come fossero palline colorate, perché è sempre meglio che tornare a fare altro…

Fare un discorso - arringa con due erre
Darsi delle arie davanti al pubblico

Un esempio da non copiare  

Il presidente seriale della Bielorussia, Alexander Lukashenko, è un portatore esemplare del fare un discorso controproducente, nonostante sia coerente con il personaggio. Continua come una gatta ad andare al lardo, ostentando sicurezza nella propria infallibilità. Prolifico nei suoi discorsi, continua ad utilizza la tecnica del polso duro ‘soviet style’. Le sue sono rassicurazioni di chi “la sa di certo meglio dei suoi cittadini, dato che comanda da tanto tempo”, e sa perfino come andrà a finire.

Si comporta come un genitore autoritario ordinando a figli di non far entrare in casa gli estranei, perché altrimenti perderanno tutto. Il loro lavoro, la casa e soprattutto il futuro dei loro figli. E, sempre convinto, il padre premuroso profetizza che se lui se ne andrà (non che loro riusciranno a farlo dimettere), i cittadini bielorussi verranno travolti dal capitalismo occidentale, manovratore e pianificatore della loro disfatta nella quale loro stessi lo richiameranno indietro.

“Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero”

Giulio Cesare

Fare un discorso grande

Il 27 luglio 2004 Barack Obama ha tenuto il suo grande discorso. Conteneva la storia della sua vita, spunti dagli episodi di quotidianità, e questo discorso, il lancio della carriera di Obama, è considerato il suo più grande risultato retorico.

Le persone non si aspettano che il governo risolva tutti i loro problemi. Ma sentono, in profondità, nelle ossa, che con solamente un leggero cambio di priorità possiamo assicurarci che ogni bambino in America abbia una buona possibilità nella vita, e che le porte dell’opportunità rimangano aperte a tutti. Loro sanno che possiamo fare di meglio. E vogliono quella scelta“.

Anche la moglie Michelle Obama ha contribuito alla campagna del marito in molti discorsi, facendolo conoscere come uomo e poi con la storia della sua carriera politica. Una volta ha concluso con un appello citato da Mario Calabresi nel libro La fortuna non esiste: «Scommettete sul futuro, impegnatevi per dare luce al mondo e la gente vi sarà riconoscente. Non abbiate paura“.

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