emarginazione sociale, l'uomo che disegnò Dio

L’emarginazione sociale ha colpito alcune persone, poi intere comunità ed è diventata parte integrante della popolazione. Allora ha unito un gruppo robusto e deciso a contrastarla. A Torino si combatte, rivendicando i valori con gli strumenti dell’arte.

“Quando si vuole fare qualcosa nella vita, per ottenerlo si lotta, punto”.

Così Franco Nero ha concluso la conferenza stampa organizzata da Film Commission Torino Piemonte e L’Altrofilm sul set del nuovo filmL’uomo che disegno Dio“. Un progetto contrastato da diversi fronti.

Nuovo film Torino

‘Nuovo film Torino’, tre parole semplici e chiare nel loro concetto. Un nuovo film, dopo che lo spettacolo è stato messo da parte per molto tempo. Proprio quello che sarebbe servito più di qualsiasi altra forma espressiva, per tirare su sia i combattenti che la popolazione da difendere. Come quando uno spettacolo raggiungeva i soldati in guerra. Durante questa contemporanea forma di combattimento, invece, l’intero settore dell’arte è stato escluso. A tutti gli operatori di stadi, anfiteatri, insomma ad ogni tipo di arena, circo o esposizione d’arte sono stati tolti l’aria e gli spazi per potersi esprimere.

Ci sono voluti quasi tre anni ma Torino, per il progetto di un nuovo film, non si è arresa. L’argomento dell’emarginazione sociale è troppo importante per lasciarlo perdere… È necessario parlare di persone appartenenti a diverse comunità, portatori di disabilità, emigranti, nullatenenti, tutti ai margini della società. L’idea di un film che punta i riflettori su tematiche che hanno cominciato a toccare tutti senza distinzione. Siamo stati messi, chi più chi di meno, tutti da parte. L’umanità si stava fermando, a parte qualche invisibile focolaio.  

Folgorazione notturna

All’inizio c’è stata l’idea di un artista italiano doc, Franco Nero, che ha cominciato a scrivere il soggetto per un nuovo film, ispirato da una storia vera, con il nome provvisorio: L’uomo che disegno Dio“, tanto forte da rimanere invariato. Il film ruota attorno ad un artista non vedente con la capacità di disegnare dei volti, con il solo legame delle voci a cui appartengono. La storia, proveniente da Torino, tocca l’argomento dell’emarginazione sociale in generale, di come l’essere diverso venga sfruttato dai mass media amplificando il disagio che porta.

L’esclusione del settore dello spettacolo, dovuta al problema Covid, è stata la motivazione per la location del nuovo film Torino, già in fase di realizzazione del soggetto. Come accade a chi scrive, ci si sveglia spesso per annotare un’idea che non può restare solo un sogno. A Franco Nero è arrivata una ‘folgorazione notturna’. Ha esclamato “circo”, ed ecco come è nata una delle principali location del film. Un degno rappresentante di tutti gli artisti, dimenticati e rimasti fermi per più di un anno. Lasciati alla sopravvivenza, al margine della società. Gli esclusi, i diversi, gli artisti e gli operatori dello spettacolo.

Conferenza stampa sulla lotta

Film Commission Torino Piemonte, con la conferenza stampa effettuata il 16 giugno 2021 durante le riprese del nuovo film ancora in corso, e proprio all’interno del circo, ha rilevato questi aspetti di lotta contro l’emarginazione sociale. Il progetto del film che tratta l’argomento dell’esclusione, la fatica moltiplicata per arrivare ad un traguardo, analogamente accresceva l’unione dei professionisti e operatori di vari settori durante un lavoro messo a dura prova. Nonostante il Covid molti sono rimasti collegati al progetto e sono cresciuti insieme.

La nascita di questo nuovo film è partita dalla scrittura di Franco Nero ma è stata assegnata alla città di Torino, perché la storia proviene da qui e perché lo stesso regista Franco Nero ha voluto la collaborazione del produttore Louis Nero. La produzione L’Altrofilm è di Torino, così come i contributi di Film Commission e Regione Piemonte.

Gli stessi attori presenti alla conferenza stampa hanno esternato la loro soddisfazione per aver potuto partecipare a questa lavorazione, pure così difficoltosa e per diverse volte rimandata. Non solo per i messaggi dell’opera che portano a riflettere sull’emarginazione sociale ma anche per quanto il tema sia contemporaneo e insieme urgente da realizzare e seguire con progetti di valore.

Messaggi importanti

Alla conferenza stampa si è parlato di partecipazione emotiva. Un’atmosfera che si respirava sia grazie al testo che a tutti partecipanti, dal cast alla troupe. I grandi ringraziamenti per l’idea, la regia e il ruolo principale sono stati rivolti a Franco Nero e in particolare per la produzione italiana e il coordinamento internazionale a Louis Nero. Da parte sua un grazie alla direttrice di produzione Ludmila Gabusi, il direttore della fotografia Gerardo Fornari, la costumista Elena Furfaro, la capo trucco Vanessa Ferrauto e il capo parrucco Marco Todaro. Tutti professionisti piemontesi.

Le attrici presenti alla conferenza, Stefania Rocca e Simona Nasi, concordavano sull’emozione di poter partecipare al film “a casa”, nella loro città, in più portando messaggi importanti.

Diana dell’Erba ha sottolineato che “il film parla dell‘incontro che ognuno di noi deve fare con se stesso e con gli altri”.
Diego Casale vede in questo film un’immagine migliore per ripartire.

Scopo e valori

Si lotta contro la burocrazia, i costi sopraggiunti e aumentati per i ritardi degli stop dovuti, le temperature ormai diventate caldissime… sono solo alcuni aspetti per cui gli addetti stanno combattendo ancora oggi. Il cinema serve a tanti scopi, dare il pane ma anche la soddisfazione di realizzare progetti che divertono, intrattengono e riescono pure a far riflettere.

È il settore di una macchina complessa, con competenze precise da una parte e dall’altra la disponibilità verso una continua evoluzione, un cambiamento. Eppure è stato messo a parte, e c’è ancora chi pensa che l’arte sia un hobby, un semplice divertimento. Torino sta dimostrando che è forte e combatte, rivendicando i valori con gli strumenti dell’arte.

Al primo cast torinese, presente alla conferenza stampa, si aggiunge la partecipazione di Massimo Ranieri e il cast internazionale composto da Kevin Spacey, Robert Davi e Sofia Nistratova. Lottare anche durante la notte, continuare nonostante tutti gli scogli, essere uniti nel progetto non poteva che portare dei risultati. Continua a salire la risonanza del film, ancora prima della conclusione dei lavori. L’ultimo ciak è programmato per l’inizio di luglio, mentre l’uscita nelle sale dovrebbe avvenire in autunno. Quando tutti i partecipanti che ci hanno creduto e tutti coloro che hanno potuto partecipare potranno dire “io c’ero”.

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