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una delle donne ceche di spalle, ammira monumenti di Praga su un balcone con fiori

Donne ceche, collezionista d’arte e scrittrice

Foto di Týden.cz

“Tutto si può fare, basta inseguirlo” è il motto di una delle donne ceche tra cultura dell’arte e della scrittura.

Meda Mladkova

Meda Mladkova, nata nel 1919, è una collezionista d’arte d’eccezione, mecenate della cultura ceca e anche una delle donne ceche più longeve. È una dama che possiede un forte carattere e il suo motto è che “Tutto si può fare, basta inseguirlo”. È la sua convinzione per avere successo. Bisogna conoscere il proprio obiettivo e usare le proprie capacità per imporsi. Oggi si dice “avere la giusta motivazione”.

Sono solo dieci anni che dichiara la sua età e alla domanda sulla sua cura per la longevità risponde: “Cioccolato e vino bianco. Precisamente, lei mangia una barretta di cioccolato e beve due bicchieri di vino ogni giorno.

A quanto pare basta ascoltare il proprio corpo e mangiare e bere quello che ci chiede. Perlomeno in questo modo si risolve buona parte della felicità.
Però non è stato tutto rose fiori, Meda nella sua vita ha incrociato parecchi ostacoli.

Fondi per le donne ceche e ragazzi rifugiati.

Voleva diventare una ballerina e, anche se la sua famiglia non glielo voleva permettere, riuscì a trasferirsi da sua zia a Praga dove ottenne il diploma di ballerina professionista. Dopo la guerra partì per la Svizzera e studiò lingue all’Università di Ginevra. Completò gli studi con un dottorato in economia. Ancora oggi sostiene che il confronto con i giovani è importantissimo ma poco applicato.
Dopo il colpo di stato del 1948 si definì contro il comunismo e non tornò in patria. Cominciò a raccogliere fondi per le donne ceche e i ragazzi rifugiati. 
Con il primo marito cominciò a viaggiare per musei e gallerie europei.

Dopo gli impedimenti i successi

Fondò la sua “Edition”, una casa editrice, realizzando un altro dei suoi obiettivi: quello di pubblicare libri. La sua biografia “La mia meravigliosa vita” anche se non è considerata un libro motivazionale, da molti è vista come una vita esemplare, tra l’altro non facile da raggiungere.

Riuscì ad aiutare sua madre e anche la famiglia del fratello a fuggire dalla Cecoslovacchia e a raggiungerla a Parigi; conobbe il suo secondo marito Jan Mládek. Meda, decise a studiare arte alla Sorbona, conobbe František Kupka, il pioniere della pittura astratta moderna, e divenne sua collezionista. Per avere uno dei quadri di Kupka decise insieme al marito di vendere la loro casa. “L’abbiamo deciso insieme – risponde alla domanda sull’avvenuto – ed ero felice di potermelo permettere”.  

Alena Wagnerova,

è una scrittrice e giornalista nata nel 1936 a Brno. Scrive in ceco e in tedesco, studia letteratura comparata, è membro del PENCLUB.

Abbandonò la Cecoslovacchia dopo l’invasione russa e dal 1969 vive in Germania. Infatti si occupa sistematicamente delle relazioni ceco-tedesche, enfatizzando situazioni personali tese. Il punto centrale della sua scrittura si trova spesso in circostanze storiche e sociali, sostiene.

Interessante è il suo contributo nel diffondere il confronto tra la cultura tedesca e quella ceca. Per esempio con ritratti originali di donne tedesche in tutti i periodi storici e un documentario sugli antifascisti tedeschi. Oppure le traduzioni in tedesco dei libretti teatrali dell’opera di Leoš Janáček, un compositore ceco.
Ha pubblicato, inoltre, un libro sulla famiglia di Franz Kafka, usando questo metodo di combinazione di documenti, la loro narrazione e le riflessioni su di loro.

Donne ceche dopo la Rivoluzione di velluto

Dopo la Rivoluzione di velluto Meda e Alena, come tante donne ceche, si sono attivate anche nel paese d’origine.
Meda lavora con la “Fondazione Jan e Meda Mládek” e con il Museum Kampa da lei istituiti. Suo marito Jan era vice-gorvernatore del Fondo Monetario Internazionale. Meda, per la tradizione culturale nel campo dell’arte, ha donato alla Cechia opere d’arte di un valore di oltre 23.000.000 di euro.
Alena ha collaborato all’istituzione della rete Centri maternità in Cechia, già esistenti in Germania. La rete è un reciproco aiuto civico tra neo-mamme. E’ un posto dove stabilire contatti, favorire la socializzazione e per l’auto-realizzazione.

“Se la cultura sopravvive, anche la nazione sopravviverà”.
Jan Mladek

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Donne ceche, collezionista d’arte e scrittrice

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