Ragazza bionda con corona di fiori lilla a simbolo dei disturbi del comportamento alimentare

Disturbi del comportamento alimentare – Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla

I disturbi del comportamento alimentare

“della Nutrizione e dell’Alimentazione sono caratterizzati da un persistente disturbo dell’alimentazione o da comportamenti connessi all’alimentazione che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e che danneggiano significativamente la salute fisica e/o il funzionamento psicosociale.”
Ministero della salute

Mangia che ti passa

Fa parte delle cure delle mamme la loro primaria (giustamente) preoccupazione che il loro figlio non soffra di mancanze, quelle del cibo innanzitutto.
L’obesità è uno tra i disturbi alimentari arrivato anche in Italia ma dal 2000 al 2016 la percentuale di bambini e ragazzi fra i 5 e i 19 anni in sovrappeso, secondo il rapporto Unicef, è raddoppiata.
Il Binge Eating Disorder (BED) è un disturbo del comportamento alimentare incontrollato caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate, almeno una volta la settimana per tre mesi. Abbuffate di livello estremo arrivano a 14 o più episodi di abbuffata settimanale.

Il peso del cibo

Oltre alle problematiche fisiche, i disturbi alimentari spesso sono accompagnate dai disturbi d’origine psicologica o ne sono la causa. Come per esempio succede quando i livelli dell’autostima sono fortemente influenzati dal peso e dalla forma del corpo.
L’anoressia è tra le patologie più gravi. Chi ne è colpito ha un alto rischio di mortalità. Si tratta di seguire una dieta rigida fino al rifiuto di mangiare.Tutto per la paura di ingrassare.
Un controllo fisso sul proprio corpo eccede anche nell’autoinduzione del vomito e l’uso improprio di lassativi nel caso della bulimia.
La pica, o allotriofagia, è un disturbo che consiste nella persistente ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili, per un periodo di almeno un mese.

Non mi va

L’alimentazione selettiva è assimilata ai comportamenti di neofobia. E’ un’alimentazione restrittiva e perseverante con il rifiuto cronico del cibo, per esempio di particolari marche o a causa degli odori del cibo mangiato da altri.
Di solito è un disturbo alimentare legato all’età infantile. I bambini che tendono a selezionare il cibo per privilegiare patatine fritte e biscotti. Evitando determinati cibi si evita la corretta nutrizione. Se questi comportamenti nell’età puerile condizionano solo l’attività famigliare nella preparazione del cibo, nella crescita portano ad un vero disturbo della condotta alimentare. Lo scopo evitante in realtà nasconde una problematica. Si tratta di sottrarsi dall’esporsi a situazioni, persone, eventi temuti per non dover affrontare l’emozione negativa che ne deriva.

Non sapere le conseguenze dei disturbi del comportamento alimentare

Un altro capitolo dei disturbi alimentari appartiene alle conseguenti malattie dovute all’alimentazione scorretta e ai comportamenti nocivi alla salute. Malattie causate da alimenti contaminati, dall’assenza di adeguate norme igieniche, da una conservazione inappropriata. Sono le principali cause di infezioni, dalle intossicazioni alle tossinfezioni alimentari come il botulismo e la salmonellosi.
La disinformazione o la mancanza nel praticare un’alimentazione equilibrata sono spesso causa di malattie gravi come il diabete, malattie cardiovascolari – l’ictus e l’infarto, ipercolesterolemia, l’ipertensione – malattie polmonari o epatiche.

Disturbi del comportamento alimentare – intolleranze

Spesso le abitudini alimentari rivelano delle intolleranze e allergie a dei gruppi di cibo. Mangiare fragole o gamberi può risultare controproducente in certe allergie, come lo sono i latticini per l’intolleranza al lattosio e la sempre più diffusa intolleranza al grano, la celiachia. I disturbi sono definiti come reazioni avverse al cibo.
I comportamenti alimentari, da adottare necessariamente, significano un cambiamento importante nella vita quotidiana. Sono sempre più le persone che soffrono di patologie legate al cibo, come si può notare dall’attenzione dell’industria alimentare.

Alimentazione notturna è un sindrome dei Disturbi del comportamento alimentare che compromette la digestione e la qualità del riposo. Consiste nei ricorrenti episodi di alimentazione notturna, che si manifestano nel bisogno di mangiare dopo un risveglio dal sonno. Così anche con l’eccessivo consumo di cibo nel pasto serale.

Movimenti salute e di salvezza ambiente

Sta cambiando l’approccio all’alimentazione. Più o meno convinti, più o meno seguendo un regime alimentare, più o meno sulla base dell’auto convinzione o per aggregazione ad un gruppo si prendono delle scelte alimentari. Decidere di mangiare solo cibi biologici, escludendo il cibo trattato industrialmente, seguire le politiche ambientaliste.

Non di rado si seguono dei piani preparati dai nutrizionisti. Sempre di più si sta diffondendo l’uso dei integratori alimentari, non più utilizzati esclusivamente dagli sportivi.
Di un regime alimentare per scelta fanno parte i vegetariani e i vegani. Ogni gruppo opera una scelta precisa per gli alimenti e la modalità di preparazione. Un “club” più esclusivo è quello dei fruttariani.
Secondo la volontà di informarsi o meno, per chi non segue tale regime alimentare rimangono spesso ignote le ragioni e gli obiettivi di tali decisioni.
D’altronde il report del 2019 riporta che oltre l’87% della popolazione italiana si dichiara onnivora, poco più del 5% si definisce vegetariano e l’1,9% vegano. L’interesse è concentrato sul bio, naturale e “tutta salute”, senza distinzione del tipo di alimento.

I fruttariani, invece, hanno le idee chiare:

“Attraverso il fruttarismo si potrà attuare una rivoluzione sociale, con un impatto ambientale ai minimi termini e senza uccisioni di animali e piante. Vivremmo tutti in simbiosi. Inoltre sarebbero eliminate patologie come depressione, aggressività, schizofrenia e tutti gli stati d’animo negativi. Una corretta alimentazione fruttariana, infatti, porta in circolo le indolamine, neurotrasmettitori della serenità e del benessere psicofisico”.

I disturbi del comportamento alimentare e il Fiocco Lilla

Una delle sigle per i disturbi del comportamento alimentare, “DAP”, riguarda i problemi psicologici che possono costituire sia una problematica a sé, sia essere correlati ad altri disturbi alimentari. E’ una problematica che comprensibilmente per la sua complessità e anche per la connessione col fattore suicida, non viene trattata.
I disturbi alimentari e le malattie a “causa” alimentare hanno in comune le patologie che compromettono la digestione e l’assorbimento dei nutrienti necessari per condurre una vita dalla qualità soddisfacente.

Da una parte esistono una debole prevenzione e poca attenzione personale (“Finché non mi tocca…”) dall’altra si tratta di risolvere un crescente problema di cure adeguate e accessibili a tutti. Altrettanto per il supporto psicofisico necessario. Tutto questo comporta costi non indifferenti per la sanità.

Per le persone con disturbi del comportamento alimentare, nella giornata del 15 marzo si vuole ricordare che queste dovrebbero essere più valutate e ricevere un trattamento il più presto possibile. Lo vuole comunicare anche il fiocco lilla che rappresenta un codice diversificato per il pronto soccorso.

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Disturbi Alimentari

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Disturbi del comportamento alimentare – Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla

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