com'è andata - cambiamento deciso

Cambiamento è il titolo dell’ebook pubblicato su Amazon con il sottotitolo: “Raccolta di poesie con spiegazioni”. Vi spiego com’è andata questa raccolta e di che tipo di poesie si tratta.

Tutto è cominciato durante la quarantena nella primavera 2020 quando ero sommersa da pensieri neri come noi tutti, e volevo vederne la trasformazione in bianco. Pensavo a come si fossero trasformate la strada in cui abito, la via più avanti, la città. Sognavo il mare, se e quando ci sarei potuta andare. Nella mente andavo a Milano e proseguivo fino a Praga. Poi cercavo di contenere le riflessioni sul cambiamento del mondo, perché a quel punto stavo già abbastanza male.

Ognuno diceva la sua e oltre alla volontà di alimentare e condividere un clima di paura, non si percepiva altro. L’unica parola che rimbalzava in qualsiasi discorso, sia italiano che estero, era cambiamento. L’unico concetto sul quale tutti concordavano.

Lo struscio vibrante

“Cambiamenti, di nuovo? Non ne ho già fatti abbastanza?”. Questo chiedevo a me stessa, come se lo chiedevano tanti altri senza poter capire di che si stesse parlando. Che cosa non sarà mai più come prima? E come dovrà affrontarlo ognuno di noi? Non volevo avere pensieri fantascientifici, forse per una sorta di calmante un paio di film a riguardo li ho guardati. Spostando i miei pensieri sulla scienza, sulla rivoluzione dei computer, quando è cominciata e se ne sottovalutava il potenziale.

Ricordavo come un popolo fosse emigrato in rete, mentre il resto guardava diffidente. Criticando un mondo “alternativo” come una semplice “scatola di giocattoli”, ridicola per gli adulti. E adesso stavamo tutti dietro la porta di una casa a vivere un lockdown, l’unica distrazione che avevamo era proprio Internet. Ci rifugiavamo lì e cantavamo sui balconi che “passerà”, che il colore bianco, alla fine, sarebbe apparso.  

Non ho pensato a chi persevera negli schemi passati, nel voler mantenere la sua zona comfort continuando a lamentarsi, a restare fermo. Questo modo di vedere non mi apparteneva, avevo ribaltato la mia vita più volte. Purtroppo la quarantena ci obbligava a stare fermi. Nel bene o nel male e a al massimo guardando Netflix. A casa però c’eravamo noi umani e dovevamo conviverci sul serio. E così è nata la poesia Lo struscio vibrante.

Scrivere fa bene

E non lo dico perché mi piace a farlo, ma si sa che è un’ottima terapia. Soprattutto le poesie possono dare un beneficio per la loro “immediatezza”, sfoghi e speranze formulate in versi. Il nostro stato d’animo viene portato agli occhi e si concretizza in un tempo relativamente corto. Ecco, l’abbiamo tirato fuori, è stato scritto – detto, e ora posso rifletterci. Perché ci si libera e poi si analizza, una cura self-help al malanno che ci affligge. In più, nella primavera del 2020, si aveva tutto il tempo per buttarcisi dentro, cercare di fare meglio.

Lo struscio vibrante non riguardava solo me stessa. Ho pensato alle persone chiuse a casa, alla loro intimità messa a dura prova anche se le mie idee erano legate al mio passato, alla mia esperienza. L’amore che parte con una chimica, come si dice oggi, è forte e corre. Noi invece, chiusi in casa, ci sentivamo deboli ed eravamo fermi. E se la chimica veniva messa a dura prova prima del virus, aveva più probabilità di sopravvivere nell’isolamento?

Immaginavo i sentimenti portati all’esasperazione. Per la condivisione mancata con il mondo di prima, per i cambiamenti che potessero avvenire tra di noi, tornare a credere nell’amore come priorità assoluta. E non per fede, ma proprio per aver vissuto la disfatta collettiva, compresa quella dell’ultimo amore. Quando è scritto, anche un ricordo diventa attuale ma in quel periodo così buio, almeno io, mi sono resa conto che quel dolore prima di allora non era completamente guarito, doveva essere rivissuto, riportato nel lockdown.

Com'è andata con le poesie Cambiamento
Leggere ti salva

Visioni fuori dagli schemi

Seppure non potrà mai essere come prima, si dovrà prendere qualcosa di buono dal passato. Quel qualcosa che funzionava prima e si muoverà. Ho sentito uno dei miei primi sorrisi, ripensando al mio passato remoto con una prof. al liceo. Insegnava le mie materie preferite, filosofia e storia, per l’appunto.

L’importanza del suo insegnamento, tanto che me lo ricordo ancora oggi, stava in un tempo nel quale dire certe parole davanti a una classe piena di studenti era un rischio molto grande. Adoravo le sue lezioni, anche se non sempre ci infilava parole pericolose di concetti su un futuro migliore. I giovani sono più elastici, ovunque, e guardano al futuro come una strada ancora lunghissima da percorrere, anche se vivono dentro una società creata da un regime politico. Prendono con entusiasmo le visioni fuori dagli schemi.

Legami dall’oscurità

Un regime pesante, lento, obsoleto, nel quale un’insegnante andava avanti convinta che il nostro futuro sarebbe stato diverso, per certi aspetti migliore. Nelle sue lezioni parlava di un cambiamento lento ma inesorabile. Una spirale che gira su se stessa portandosi dal basso verso l’alto. Erano spiegazioni pericolose, in un regime che si considerava perfetto, senza bisogno di modificare alcunché. Per le sue idee, coraggiose, la prof. poteva finire in prigione, in una nazione che ormai durava da decenni, e sappiamo com’è andata con il comunismo. Un apparato fermo e chiuso per cinquant’anni.

Le future generazioni leggeranno di questa oscurità del ventesimo secolo in buona parte dall’Europa. Quando è iniziata molti sono scappati, emigrati per vivere perfino dall’altra parte del mondo. Altri sono rimasti, si sono adeguati, oppure hanno sofferto. Non c’erano situazioni di mezzo. Quando si affronta un cambiamento bisogna prendere una decisione e proseguirla, fino in fondo, altrimenti non si tratta di cambiamento.

Nei cambiamenti il problema maggiore è la costrizione, l’essere obbligati a farlo. Un cambiamento deciso per noi può essere giudicato più difficile, ma se io stabilisco che il problema è mio non precludo la mia soddisfazione alla fine. Quindi, come diceva la mia cara professoressa, decidere di cambiare significa migliorare.

Cambiamento è movimento

I miei cambiamenti (e quanti ne ho fatti) tra l’essere decisa e il dovere di compierli, quanto erano faticosi o dolorosi, oppure entrambi, ogni dannata e benedetta volta! Perché è anche vero che dovendo cambiare un’abitudine, per quanto sciatta possa essere, più ci siamo dentro e più rischiamo di percepirla come una zona comfort. Uscirne, dover “ricominciare da capo”, ha le sembianze di una fatica senza nessun tipo di certezza sul risultato, con la consapevolezza che significa muoversi su un terreno… forse scivoloso?

Non più nell’automatica abitudine ma dovendo tracciare, fare, sperimentare, tornare dietro, cadere, ricominciare. E non ci si salva, subire sembra un’agonia. Se però crediamo che il mondo abbia il suo ordine, che non dobbiamo calpestare la natura, oppure abbiamo la credenza di un soprannaturale che dirige un’orchestra galattica, dobbiamo riconoscere che il bene e il male, da qualsiasi prospettiva si guardi, sono un movimentare di cose “che noi umani non potremmo immaginarci”… ma dobbiamo prenderne consapevolezza e partire con coraggio.

E se allora dobbiamo salire, scendere e risalire per essere di nuovo travolti, tanto vale muoversi e cercare di trovare ogni volta quel pezzetto di paradiso nel quale ci crogioleremo di piacere almeno per un po’. E smettere di raccontarsela dicendo che non eravamo preparati. Visto che abbiamo sempre davanti questo computer, perché ora c’è anche lo smart working, tanto vale imparare, finalmente, a muoversi anche nelle altre sfere della vita umana. Perché in Internet c’è di tutto, anche l’amore.

Com'è andata con le poesie Cambiamento
Non è un gioco facile

Parlando di Internet

e di lavorare a casa, distrarci con l’intrattenimento seriale, ci sono stati dei confronti. Confusione quasi totale sul fronte delle “notizie” perché, lasciatemelo dire, i nodi venivano al pettine. Intendo quelli della parte della popolazione che continuava a considerare il computer un giocattolo. Se dalla parte lavorativa e dell’insegnamento c’è stata parecchia inefficienza, questo non poteva certo non riflettersi sulla ricerca, altrettanto eseguita come fosse un gioco, anche sulle fonti delle notizie.

Lasciando la parte spinosa del popolo di Internet non ancora formato per il suo corretto utilizzo, precisando che la guida di un popolo, come si intuisce, non è affare esclusivo e individuale del popolo stesso, passiamo alle speranze. Perché quelle mi hanno guidata nella scelta delle mie poesie. Nell’andare a ripescarle nel mio passato e a credere fortemente che qualcosa di buono, in fondo a quel tunnel, ci sarà. A condividere questa mia convinzione tramite una raccolta di poesie, che esprimono un’esperienza del passato oscuro ma che respirano di un futuro soleggiato.

E per parafrasare questo concetto della luce, dove si poteva trovare l’ispirazione se non in Internet?

Ti amo in tutte le lingue

Quanti legami possano arrivare da questa frase… e prendiamoli tutti. Internet è multilingue, possiamo perfino interagire con persone di tutto il mondo grazie al traduttore Google. Ci tengo a ribadire la parola “interagire” e che non stiamo parlando dell’attività di traduzioni in senso lavorativo.

Internet è in grado di fornire tutti gli elementi per sconfiggere la solitudine. Scaricare un ebook, perché leggere ti salva, prendere lezioni, perché non si finisce mai di imparare. Consolarsi con il cibo e le bevande preferite, portate comodamente a casa. Trovare forum per condividere e chiacchierare, guardare documentari e tuffarsi nelle ricerche per trovare, finalmente e con la calma dovuta alla chiusura, il senso delle cose. E certo non per ultimo, anche scoprire l’amore.

E “ti amo” scritto in tutte (tante) lingue si può ordinare anche all’Ikea. Una scrivania, che di certo può mantenere alto il senso estetico ma può fare anche da legame con un certo muro parigino. E come se non bastasse quell’amore andrà avanti, proprio grazie all’utilizzo del computer. La distanza sopperita dall'”amore computerese”. Tutto questo potete scoprirlo nella poesia Ti amo in tutte le lingue che la raccolta contiene. Se non l’ho ancora detto è disponibile sul nostro store del sito Parole di legami.

La vera natura di un accappatoio

E facciamo i seri. Nel senso di restare sempre chiusi in casa e infognati in Internet, perché magari avremmo trovato sollievo negli esempi delle persone che vanno già avanti, che comunque e soprattutto ci raccontano com’è andata con il loro cambiamento, coraggiosamente bizzarro. Perché volendolo o no, ci continuavamo ad interrogare su come sarebbe diventata la nostra vita. Sul serio, che cavolo faremo?

La vera natura di un accappatoio racconta proprio un reinventarsi dopo un sogno perduto. Il cambiamento si rivela un compimento di quel sogno creduto perso. Perché a volte crediamo che quello che stiamo facendo, solo perché per un periodo supera le nostre aspettative, sia proprio quello che abbiamo sempre desiderato e il crollo lo percepiamo duramente. Finché raccogliamo il fagotto, torniamo indietro e ci reinventiamo, ovvero ci convertiamo e realizziamo davvero il nostro sogno…

Com’è andata

A questo punto, direi che vi ho detto abbastanza. In totale la raccolta contiene nove cambiamenti della mia vita. Credo di essere abbastanza vaccinata per affrontarne un altro… e voi?

Se non vi risulta di utile come un’esperienza di vita nonostante ci abbia inserito le spiegazioni appropriate, acquistate la raccolta comunque! Perché leggere come scrivere è un movimento. Le poesie da sole sono una distrazione, narrativa con un suono differente per la mente. Anche se è una lettura piena di cambiamenti, il suo senso è di motivare, ispirare… sfogarsi e muoversi. Ed è anche una specie di biografia, per chi ha un briciolo di curiosità o comunque per chi ama Parole di legami.
E con le spiegazioni o senza, costa uguale.

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