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ABOUT, Veronica Petinardi, Parole di legami

CHI SIAMO

VERONICA PETINARDI

A Praga ci sono nata e ci ho passato un’infanzia pertinente alla mia età, famiglia d’origine e posizione geografica. Sopra il muro della mia stanzetta con l’aiuto di un gessetto producevo le mie belle parole. Dopodiché potevo accumulare solo fogli e diari. Ero una prolifica scribacchina, contrariamente a quello che pensava mia madre convinta che avessi attitudini per diventare una stilista.

Il mio primo lavoro era trascrivere testi universitari, pieni di belle parole accademiche, quelle che capivano solo chi le studiava. Desideravo scrivere qualcosa pieno di sentimenti, verità mai pronunciate ma vissute, sopravvissute, raggiunte. Avrei voluto descrivere il clima in cui vivevo ma stavo in un paese dove non si poteva scrivere quello che si voleva e ci riempivo i cassetti, sempre nella stanza della prima scrittura.

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Drago

CHI SIAMO

Nel mio paese non si potevano fare un sacco di altre cose e ho deciso di partire. Anche se non ero in pericolo di vita, volevo potermi esprimere liberamente. Avevo vent’anni, era questo il mio senso di libertà. Ho trovato una cultura parecchio diversa, una lingua e abitudini differenti, uno stile di vita che percepivo bizzarro ma interessante.
Purtroppo incontravo anche la diffidenza, il primo ostacolo italiano per me paragonabile ad un enorme drago.

Continuavo a riempire fogli di parole nuove, a costruire storie, e cercavo di superare le idee diverse, comprendere le persone che non si volevano spostare dall’uscio della loro casa e capire se io invece avrei mai avuto il coraggio di pubblicare.

Tutto era ancora all’acqua di rose, perché dovevo ancora far volare l’auto che guidavo e per fortuna ci ero dentro da sola, oltre a sopravviverci. Mi era toccato di partecipare alle demolizioni dei rapporti mal costruiti, sia miei che altrui e diventare una stilista, facendo contenta alcuni clienti, mia madre e credendo così di essere arrivata da qualche parte.

Valore e legami

I successi vanno goduti, perché va bene così e perché sono come le montagne russe. Dopo la salita arriva una forte discesa. Un problema di salute aveva ribaltato tutto quello che mi si poteva mettere in discussione. Tanto io la stilista neanche la volevo fare e mia madre era mille chilometri distante, come le opportunità che si allontanavano per la mia assenza.
Però potevo toccare con tutta me stessa il fatto che quando temi per la salute, del combattere la diffidenza e del dover dimostrare sempre qualcosa agli altri non te ne frega più niente. Neanche dopo aver dovuto accettare lavori in nero, sgradevoli, pagati male o per niente. Provi smarrimento, solitudine, indifferenza per il raggiungimento di un luogo in particolare.

Si pensa di sapere che i problemi sono proporzionati alla misura dei propri sogni, all’importanza che si dà ai rapporti e di prevedere i rischi che ognuno è disposto a correre, al prezzo da pagare. Però passarci e cadere in profondità è un’altra cosa. Continuavo a scrivere, leggere, ascoltare musica e per mia grande fortuna ho avuto attorno a me tante persone giovani che condividevano con me la loro crescita e la loro vitalità. Ho capito una cosa importante: ogni volta che ti alzi, sale anche l’asticella del tuo valore. Così ho smesso di vedere un qualsiasi raggiungimento come una fermata o una tacca da incidere.

Scruto l’orizzonte per la prossima partenza

senza confini stabiliti per me da qualcun altro. So di stare bene nelle città con case e grattacieli che dietro loro finestre mi fanno immaginare delle storie. Ai luoghi isolati per gli amanti delle montagne preferisco le piazze con la loro vivacità. Un folclore da osservare e un buon bicchiere di vino all’aperto o in un locale se piove o fa freddo. Adoro dialogare con le persone, conoscerne di nuove con posti da scoprire e tornare dove sono rimasti i ricordi delle parole belle, e poi cambiare ancora direzione.

Quando riesco mi godo la vista di un’isola in lontananza, lo stare rilassata ascoltando il suono del mare mentre sono avvolta nel suo profumo. Adoro sempre la musica e i libri con pensieri altrui, da scoprire e confrontare. E non per ultimo, consumo un quantitativo esagerato di cioccolato.

Sono rimasta affezionata

alle parole, cerco i loro legami belli, utili e perché no anche perfetti. Voglio continuare a costruire storie, seguire visioni, creare dialoghi per me e per gli altri. Tuffarmi nei sentimenti, sentirli pulsare come se fossero miei. Le persone, gli animali, la natura e pure le cose, che per qualcuno possono apparire non vive, sento che hanno una bella storia da raccontare. Abbiamo la possibilità di trovarci, perderci e riallacciarci, stupire, chiarire o far ricordare di esistere.

Nella mia vita ho fatto tanti cambiamenti. Se potessi tornare indietro, probabilmente non riuscirei a fare diversamente. Ogni volta è stata un’opportunità di accumulare esperienze, andare oltre. Ho scoperto di saper trovare parole utili, strane e particolari, adeguate e precise e pure divertenti. Io, con il mio senso di umore italo-ceco.
Riuscire ad entrare in sintonia con le persone, trovare il mio mondo, per me ha il significato di saperla spuntare, addomesticare il drago. È cominciato tutto da un muro e devo tutto a loro,

alle belle parole,

che vivono di legami. Tra me e te, tra di noi, di lui e di lei e di tanti altri rapporti, relazioni tra cose e fatti.
Benvenuto/a a casa mia. Una chiacchiera? Coso posso fare per te?

Veronica Petinardi

LUDMILA GABUSI

A Torino, una città di persone riservate che si tengono tutto dentro, la nostra passione è da sempre quella degli effetti speciali. Siamo in tanti, la città fermenta di professionisti di video. Ne ho conosciuto diversi e ci ho collaborato. Ci si confronta, si condividono gli spazi lavorativi e si ha che fare sempre con creazione di contenuti. Nella propria città si fa esperienza, poi in un’altra e poi all’estero. Si cresce e inevitabilmente arriva la voglia di fare quel salto. Mancava poco a Natale e finalmente si prende coraggio. Lo faccio, ho deciso, da me nasce FRAME92.

CHI SIAMO

Quando è arrivata la brutta sorpresa a marzo 2020 te lo dicevi lo stesso:
– Ho già deciso molto prima
– Intanto finisco di preparare i miei progetti
Poi ti chiudono in casa e il pensiero cambia:
– Cosa? Tutti gli eventi lock down?!
– Avrò fatto una …?

Se il mio progetto di trovare modi “alternativi” per comunicare con i miei video è una linea diretta dagli occhi alle emozioni, non è niente di straordinario averli anche in quantitativi industriali, oltre che artistici. Dovevo calmarmi e ripensare bene a chi sono:

Una ragazza con un carattere che comprende la combattività maschile. Non sono nata ieri ma 27 anni fa e in Lombardia. All’inizio tutti pensavano che sarei diventata una matematica ma io pendevo per l’arte e mi attraeva la musica. Infatti, ho ricordi felici dall’orchestra in cui ho suonato da piccola, e poi il diploma in flauto traverso presso il Conservatorio di Novara, mentre frequentavo il liceo.
Ho deciso per il cinema, però, e numeri hanno preso una piega informatica e nell’inevitabile passione dei millennial per il web. Il passo dall’Università di Torino al videomaking è stato breve, prevedibile e inevitabile, come il diploma presso l’ITS-ICT Piemonte. Poi ho conseguito anche la laurea magistrale in Cinema e media presso l’Università degli Studi di Torino ma ero già al lavoro con gli effetti speciali.

Nel 2015 ho ricoperto il ruolo di secondo assistente alla regia, segretaria di edizione e ho realizzato video di backstage per il film di Louis Nero “The Broken Key” (2017)… che esperienza! Con Louis il cinema lo impari in tutte le sue sintesi e quando concludi i dubbi sono dissipati, hai veramente chiaro quello che vuoi fare.

La mia avventura di effetti speciali è passata dall’esperienza di tirocinante a dipendente per poi decidere (si, sempre io) per la libera professione. Non si può certo dire che non so cosa voglio o le metodiche del mio operato. Detto questo, ho potuto fare diverse consulenze in campo musicale, il mio senso “addestrato" mi aiuta non poco nella creazione di contenuti video.

Ho lavorato pure all’estero e adesso sono torinese a tutti gli effetti, un’italiana orgogliosa di esserlo. Quando comincio un progetto lo porto a termine, so interpretare i desideri dei clienti e sono precisa, professionale e puntuale. Non me la prendo con un virus o le dicerie sugli italiani che non lavorano.
Sono appassionata, capace e pronta a combattere. Tu chiama, io te lo dimostrerò!

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