Cartelli di protesta contro la censura di internet

Censura cyber – Giornata mondiale contro

Censura: il controllo e la limitazione della comunicazione di informazioni. Si tende a specificare che il fatto in sé sia familiare ai mass media. Di solito nella stampa è mirato contro i discorsi pubblici, a trattenere le lettere, a censurare dei libri… in realtà l’elenco è infinito perché si stanno aggiungendo sempre più casistiche riguardanti il controllo su qualcun o l’impedimento di esprimersi liberamente. Per esempio, gli stalker non sono altro che una censura della libertà personale, come i giornalisti in prigione a cui si aggiunge la censura dell’informazione.

La censura implica anche la criminalizzazione di coloro che cercano di eludere la censura. Infatti c’è sempre chi la impone e chi la subisce. E poi ci sono le “sfumature”, i cattivi diventano buoni e chi con la censura limita la libertà viene percepito come “bravo”. A volte è perfino difficile capire da che parte stare.

Censura cyber

Da una parte c’è una nazione, come la Cina per esempio, che ci tiene a proteggere i confini e che non vuole vedere il naso virtuale di Facebook. Oppure, durante un conflitto pesante come quello dei talebani, si chiudono le porte al resto del mondo e al popolo stesso tramite la censura di Internet. Un muro di controllo come difesa della nazione.

Fuori ci sono gli altri, in qualche maniera coinvolti dalla globalità che per antonomasia non tende a stare nei confini. Chi non subisce la censura ha la curiosità, delle paure perché non sa cosa avviene “dall’altra parte”. Allora spia e mitiga le minacce, si sente costretto a rafforzare la cyber sicurezza. Ci si blinda a propria volta. Un altro muro.
E come si è già detto in altre occasioni, i muri, anche i più resistenti, servono ad essere abbattuti. Ci sono sempre delle scelte da fare: c’è chi i muri li costruisce e chi li distrugge. C’è la cyber sicurezza e ci sono gli hacker.

Gli hacker

Quando si parla di loro si pensa subito a dei ragazzi incappucciati seduti 24 ore su 24 davanti a un dispositivo a creare buchi nel sistema informatico. Certo, si tratta di violare dei dati molto importanti come la sicurezza di una nazione. Ecco il crimine.
Essere completamente contrari agli hacker, però, non è del tutto facile.

I segreti, l’ignoranza, il non sapere – nel caso dei protocolli blindati non serve informarsi, sono blindati e basta – facilmente provocano il libero sfogo dell’immaginazione verso degli scenari possibili, come i complotti. Di conseguenza come si fa a non appassionarsi a un ipotetico hacker dallo stampo alla Robin Hood che, nonostante violi un sistema, alla fine si scopre che lui, proprio lui, è riuscito ad accedere e a sconfiggere un complotto contro gli ignoranti?

L’hacker di fatto ha commesso un reato, questo lo sa lui e lo sanno pure gli ignoranti, ma l’ha commesso “a fin di bene”. Non per un tornaconto (alle Cayman magari) ma per la comunità, al fine di salvarla. Parliamo delle complicazioni dei punti di vista, del bisogno di eroi. Come se non bastasse, per confermare la bravura di un hacker tanto speciale spesso gli si propone un accordo per passare alla barricata opposta (non succede solo al cinema).

Utopia?

La globalizzazione delle informazioni è una strada lunga da percorrere. Per utilizzare la rete a scopi utili, creare persone di valore, dare un esempio e portare informazioni necessarie non serve per forza un hacker “buono” o riqualificato. La rete ha un potenziale ancora non sfruttato, come il nostro cervello, dicono.

Sappiamo però che è utile e non solo per lo svago. Il lavoro del futuro è lì: la connessione delle idee di tutto il mondo. La possibilità di aggregarsi per atti che non hanno bisogno di hacker dallo stampo di Robin Hood.
Perché agli umani dovrebbe essere chiaro dove sta andando la loro nazione, il mondo, semplicemente perché non ne fanno parte attivamente soltanto comandanti supremi o una cerchia ristretta di persone, ma tutti noi. La mia utopia è che se le persone fossero più attive eviterebbero da sole le azioni che non portano un beneficio alla collettività, senza bisogno di una censura imposta dai singoli.

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Censura cyber – Giornata mondiale contro

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