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bottiglia di spumante stappata fa scintille e a Cascina Macondo il miglior Capodanno

Cascina Macondo, il miglior Capodanno

Il Capodanno, anche se si progetta, per la maggiore dà buca. Lo confermo con una carrellata di varie esperienze di festeggiamenti dell’ultimo giorno dell’anno, la migliore a Cascina Macondo.

Quello solitario è come un letargo passato inosservato. Il mangereccio è esagerato anche nel numero di commensali sconosciuti e passa nei migliori dei casi con una sbronza. In piazza si sta in piedi riscaldandosi con il vin brulè in attesa di un intrattenimento che fatica a decollare e passa con le (quasi allegre) stonature collettive.

Al di là della patria si beve a canna lo champagne come sugli Champs-Élysées credendo di essere alternativi, come l’anno scorso sulla spiaggia al mare. Si può contare alla rovescia davanti alla TV insieme a tanta Italia e quello che resta della famiglia seguendo i botti in diretta televisiva con il sottofondo di quelli nel giardino del vicino. O un Capodanno pieno di neve, dopo un Natale senza un fiocco e una giornata di sciate, l’ultimo dell’anno quasi mancato per l’esaurimento fisico… La ciliegina sulla torta dei capodanni sono i locali dove non si sa più cosa ballare e ci si trova attaccati al trenino.

Belli o brutti, manca il miglior Capodanno

Sarà questione del tempo propizio come il vino che matura nella botte o il fiume che lo porta. Oppure un invito nella posta elettronica. Appena fuori Torino a Riva presso Chieri, l’associazione culturale Cascina Macondo, dove la promozione sociale e le idee non mancano durante l’anno, ne ha sfornata una anche per l’ultimo giorno. I posti erano limitati e bisognava affrettarsi per più di una ragione.

I padroni di casa Pietro e Anna accoglievano gli ospiti forniti di vassoi, pentole e ciotole pieni di cibo e bottiglie di bevande varie da condividere. Con l’aperitivo della Cascina e l’assistenza dei coniugi è iniziata la conoscenza tra persone sconosciute eppure affini nell’interesse per qualsiasi forma d’arte, condividendo la degustazione del cibo, un bel bicchiere di vino e conversazioni coinvolgenti.

Anna e le sue amiche fornivano i caffè e aiutavano a riscaldare il cibo. La serata d’intrattenimento è stata guidata da musica dal vivo e Pietro, capitano della nave, condiva gli intermezzi di tombola alla scrittura.

A Cascina Macondo

si è percepita l’atmosfera di una serata piacevole e divertente insieme a grandi e piccoli. Arte, musica e poesia condite da una varietà di cibo e calore umano. Assente la neve ma anche la TV, i botti e le paturnie.

La mezzanotte è stata scandita dall’orologio del salone, con la luce spenta e un raccoglimento davanti al camino del salone. Pietro ci ha messo dell’alloro e con il suo scoppiettare è arrivato l’anno nuovo. Abbiamo pensato a qualcosa di nostro e di intimo, ad un desiderio magari…

Quando si seguono anche le cartelle delle mail promozionali e ci si trova dentro un’affinità, passi finalmente il Capodanno migliore.

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